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Davide

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il meglio del peggio del maro

Ancora non ho stabilito quale è il meglio e quale è il peggio

ALLA VITTORIA!!!

Sono passati più di trenta anni da quel lupo e dal freddo dell’inverno, e oggi come allora non è la paura a governarlo ma solo l’irrequietezza, un’accresciuta percezione delle cose.

La brezza marina bacia di fresco il sudore sul petto e sul collo, i gabbiani gridano si lamentano, anche se banchettano su migliaia di corpi galleggianti.

Il respiro regolare dei trecento uomini alle sue spalle pronti a morire per lui senza un attimo di esitazione, ognuno di loro, pronto a morire.

 

L’elmo lo soffoca, lo scudo è pesante…

 

L’elmo lo soffocava, gli limitava la visuale e lui deve vedere lontano.

Lo scudo era pesante, gli sottraeva equilibrio e il suo bersaglio è molto lontano.

 

Gli anziani dicono che noi Spartani discendiamo da Eracle, il prode Leonida da testimonianza della nostra discendenza, il suo urlo è prolungato e intenso…

 

Ricorda chi eravamo, l’ordine più semplice che un re possa dare.

Ricorda perché siamo morti.

Lui non desiderava tributi o canzoni o monumenti o poemi di guerra e coraggio, il suo desiderio era semplice…Ricorda chi eravamo, cosi mi ha detto.

 

Era la sua speranza, se un’anima libera dovesse arrivare in questo luogo negli innumerevoli secoli a venire possano tutte le nostre voci sussurrarti dalle pietre senza età…Va a dire agli Spartani viandante, che qui secondo la legge di Sparta noi giacciamo.

 

E cosi il mio re è morto, e i miei fratelli sono morti, appena un anno fa.

A lungo ho pensato alle parole del mio re, criptiche parole di vittoria, il tempo gli ha dato ragione, perché da greco libero a greco libero si è tramandata la notizia che il prode Leonida e i suoi trecento soldati cosi lontani da casa hanno dato la vita, non solo per Sparta, ma per tutta la Grecia e per la speranza difesa da questa nazione.

Ora, qui su questo aspro frammento di terra chiamato Platea, le orde di Serse affrontano la loro disfatta…

Li davanti i barbari si raccolgono, è nero il terrore che afferra saldo, i loro cuori, con dita di ghiaccio, conoscono molto bene gli impietosi orrori che hanno sofferto per le lance e le spade dei trecento spartani.

E ora fissano lo sguardo su questa pianura dove ci sono diecimila spartani alla testa di trentamila liberi greci 

 

AHUUU!!!!

 

Le forze del nemico ci superano di sole tre volte, buon segno per tutti i greci…

Quest’oggi noi riscattiamo il mondo dal misticismo e dalla tirannia e lo accompagniamo in un futuro più radioso di quanto si possa immaginare…

 

DITE GRAZIE SOLDATI A RE LEONIDA E AI PRODI TRECENTO…

 

ALLA VITTORIAAAAAAAAA!!!!!

Quando ti dirò che ti amo

Vorrei guardarti mentre piangi per poi poterti consolare
per sussurrarti dolci parole che ti facciano calmae,
vorrei che tu ora fossi qui per poterti accarezzare e nel brillare delle stelle
vorrei farti innamorare, no riesco ad incrociare il mio sguaro con il tuo perchè tu sei
troppo bella ed io... io sono fragile.
Io ti amo ma tu questo non lo sai e per questo il mio cuore piange, piange lacrime di seta,
piange lacrime d'amore.... ti vorrei!
Che bella sei forse troppo per me, che non posso offrirti nulla.
non ho molti soldi, ma se ne avessi comprerei un grande cinema dove insieme potremmo
guardare romantici film.
vorrei sussurrarti che ti amo, stretti tra le coperte in un pomeriggio freddo di dicembre,
Ti porgo in dono il mio cuore che si apre senza chiave perchpè è sgia stato aperto dal tuo
sguardo soave.
dai tuoi occhi castani, dai tuoi capelli lisci dal calore delle tue mani, e quando
ti intenerisci, tu sei maledettamente unica, la sola nei miei pensieri,
ti penso e mi ripeto i miei sentimenti sono veri
ed ora scusami se rido mentre mi avvicino piano,
ma ti pregherò di credermi quando ti dirò che ti amo.

 

Dedicata ad una persona che è stata imposrtante nella vita di chi ha scritto la canzone..........


Ed io ti penserò

Ora parlo di te come una amica un pò speciale, come una ragazza senza voglia di parlare
certo sarebbe stato bello averti qui con me, e respirando piano dentro ad un'ascensore
guardandoti sorridere senza far rumore, ti guardo ti accarezzo, e vedo i tuoi pensieri.
Ti racconterò una favola che ti lascerà volare
sopra i tetti delle case, oltre i limiti del mare
Senza ali senza frontiere voleremo nel tuo cielo
verso nuvole scolpite su di un grande arcobaleno.
Sarai la mia principessa, la mia gioia più segreta
e ti faccio una promessa ti amerò come la seta
se ti sentirai un pò sola apri gli occhi e guarda in alto
senza dire una parola, pensa un pò a me, ed io ti penserò.
Ti sciverò una lettera che narra di tesori
inciderò un album che parla di grandi amori
poi ti guarderò arrabbiarti quando io arriverò tardi,
e con gli occhi luccicanti cercherò di ravvivarti
ma se davvero vorrai ferirmi ti basterà solo tradirmi
e se davvero vorrai amarmi ti basterà soltanto baciarmi.
 
 
Ditemi se qesto testo vi piace?
 
Estate  
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